Il (dis)servizio della raccolta rifiuti

Il blog accoglie con molto piacere un intervento di Pier, autorevole componente della famiglia del Borgo Fiorito, che, con non velata ironia, esprime il proprio punto di vista sulle novità relative al servizio di raccolta rifiuti adottate dal Comune di Rosta.

L’anno volgeva ormai al termine e la mia, come tutte le altre famiglie di Rosta, si vedeva recapitare a casa una busta proveniente dal Comune; in essa faceva bella mostra di sé una “stupenda” cartina dei luoghi a noi cari, anche se aggiornata all’epoca della calata di Carlo Magno.

Con essa una bella comunicazione riguardante lo smaltimento dei rifiuti cittadini.

“Bene ! “ mi dico, sarà certamente un modo per comunicarci quanto sia ormai divenuto virtuoso il Comune grazie alla raccolta differenziata e come si desidera migliorarla, per cui distrattamente ripongo il plico senza degnarlo di uno sguardo.

A distanza di giorni, parlottando con un’amica in mezzo a scatole di cibo per cani, inizio a percepire una certa “puzza” di bruciato e tornato a casa cerco tra bollette, esami del sangue, giornalini dei bambini e quant’altro l’antica “pergamena comunale “.

Fatto ciò, con la dovuta calma mi appresto a leggerne il contenuto comodamente sprofondato sul divano e davanti ad un’ottimo acquavite di Uve Nere, ansioso di recepire quanto i nostri amministratori fossero riusciti a partorire.

Con mio sommo stupore scopro che, con l’anno nuovo, anziché potenziare la raccolta differenziata, qualche “ecologista” da noi eletto ha pensato bene di incrementare la raccolta “diversamente indifferenziata” ( per usare un termine politicamente corretto), aumentando il volume dei rifiuti non riciclabili.

D’ora in avanti, oltre agli sfalci, che non saranno più raccolti dal Cidiu, ma che dovremo portare noi all’ eco-centro, anche la vituperata plastica che pazientemente lavavamo, scolavamo, asciugavamo e quasi lucidavamo, andrà o buttata nel non riciclabile o, nel caso delle bottiglie e flaconi, depositata in appositi cassonetti che verrano posizionati in ordine sparso per il paese.

A questo punto dopo aver pensato che tutto ciò fosse una emerita str……, mi sono detto: “Beh in questo modo, visto che il Comune risparmia evitando di inviare camion per la raccolta, ci darà si un servizio meno efficace, ma sicuramente a fronte di una riduzione della tassa rifiuti.”

ED INVECE NO !!!! ; l’imposta rimane dello stesso importo, la qualità del servizio peggiora, il cittadino ne riceve un disagio e se vuole che qualcuno gli porti via gli sfalci deve aggiungere 100 € alla già onerosa tassa.

E sapete come l’amministrazione giustifica e difende questa scelta che porterà qualche “vantaggio” solo a se stessa ? Ovviamente, non potendo certo dire che è per la comodità dei cittadini che scusa usano…..UDITE UDITE: “ La Plastica PUZZA ! “

Evidentemente la plastica puzza….sed “ PECUNIA NON OLET “

Pier

Dopo aver letto le considerazioni di Pier, vorremmo conoscere anche il pensiero del cortese visitatore di questo blog.

Dicci cosa ne pensi e quali “provvedimenti” adotteresti nella tua veste di cittadino e contribuente.

Clicca sulla scritta “Lascia un commento” che trovi sotto il titolo.

Benvenuti alle famiglie Valetti

Si sono trasferite da poco nel nostro Borgo le famiglie Valetti.

Marinella, Mauro e il figlio Stefano con il cane Jack ed il gatto Fox.
Daniela ed Alessandro.

Un caloroso benvenuto alle nuova famiglie da parte dei residenti del Borgo Fiorito.

La storia della Valle di Susa

Cartina antica
Immagine tratta da Altox.it

Articolo tratto dal sito della Comunità Bassa Valle di Susa e Val Cenischia

Tutta la storia della valle di Susa sta nella forma, un solco ampio e profondo che regna trasversalmente le Alpi Occidentali e che pare continuare la pianura pedemontana sino ai piedi delle vette alpine.
Questo invito al passaggio è stato raccolto nei secoli da tutte le popolazioni e da tutti gli eserciti che hanno dovuto o voluto accedere da occidente nella penisola italiana, e sui valichi e sul suo fondovalle è transitata buona parte della storia d’ Europa.
È stata ” CLAUSTRUM ITALIANAE”, ovvero “La chiave dell’ Italia” per i cartaginesi di ANNIBALE, per GIULIO CESARE, COSTANTINO, CARLO MAGNO, gli imperatori tedeschi del SACRO ROMANO IMPERO ed i RE di FRANCIA , sino ai SAVOIA, che proprio dal controllo di questi passi hanno iniziato il lungo cammino che li ha portati a guidare il Risorgimento. La sua importanza si misura nello sviluppo di Torino.

Le testimonianze del periodo preistorico sono legate ai due siti di S. VALERIANO e di VAIE che conservano l’ambiente in cui si riparavano i cacciatori raccogliteri che popolavano la valle. Quanto è stato raccolto è ora conservato nel MUSEO DI SUSA e nei musei di Torino. Poco si conserva dei periodi successivi, alcuni graffiti su roccia e soprattutto l’altare a coppelle della acropoli di Susa sono i reperti più importanti dell’ETÀ del FERRO E DEL POPOLAMENTO CELTICO che si sovrappose alle popolazioni precedenti.

Il quadro cambia con la COLONIZZAZIONE ROMANA: attraverso la valle di Susa viene costruita la pur importante via commerciale romana attraverso le Alpi e per almeno quattro secoli la valle vive come un’importante frazione dell’impero di cui restano sei momumenti tra cui spiccano l’arco di Susa, costruita in onore di Augusto e la PORTA DI SAVOIA.

Il primo, per l’antichità, la bellezza delle proporzioni e dei suoi rilievi rappresenta un elemento capitale nello studio della architettura classica.
La valle ritrova importanza con I FRANCHI NEL VIII secolo d.C e poi una grande FIORITURA ECONOMICA ED ARTISTICA tra il 1000 d. C. e il 1400.

È un cammino tutto segnato da grandi monasteri: probabilmente nessuna parte d’Europa concentra in così poco spazio tante grandi istituzioni monastiche. Cominciano i franchi nel 726 d C.. con la creazione della ABBAZIA DELLA NOVALESA – oggi rinata grazie ai frati che vi sono ritornati una trentina di anni fa – intorno al 1000 sulla cima della montagna che domina la valle e sulla pianura torinese viene innalzata l’ABBAZIA DEI S.MICHELE che, con un termine che ne riassume l’eccellenza, viene detta “LA SACRA”.

Su questo monte in duecento anni si accumulano architetture romaniche arditissime che hanno indotto il Consiglio Regionale a proclamarla il ” Monumento simbolo del Piemonte”.

A Susa i marchesi arduinici di Torino fondavo nel 1027 l’ABBAZIA DI S.GIUSTO che oggi è diventata chiesa cattedrale. Il suo poderoso ed aereo campanile è un monumento capitale del romanico padano.
In valle si insediano anche i certosini e nella appartata valle di Montebenedetto un’alluvione di oltre cinque secoli fa ci ha conservato una porzione consistente di una certosa del XIII secolo.

Ai margini inferiori della valle, la PRECETTORIA DI S.ANTONIO DI RANVERSO conserva stupendi affreschi dei migliori maestri del 1400 piemontese.

Anche la vita civile si arricchisce di monumenti: I CASTELLI DI AVIGLIANA BRUZOLO S.GIORIO E SUSA sono i più visibili ed i più noti, ma quasi ogni paesi ha la sua torre od il suo castello, già restaurato o ancora da valorizzare.

Sopravvivono anche case medioevalei di eccezionale interesse (Susa e Avigliana) senza trascurare le case di Bussoleno riprodotte oltre cento anni fa nel Borgo Medioevale del Valentino a Torino. In questo periodo Moncenisio diventa “IL GRANDE VALICO” e vede il passaggio di mercanti, pellegrini e cortei regali. Alla fine del 1400 cambiano gli assetti politici: i SAVOIA SI INSEDIANO STABILMENTE IN TORINO spostano il loro centro di potere.
Anche il centro storico di Avigliana rimane cristallizzato nel suo aspetto di città medioevale che si affaccia sul suo lago.

Cambia anche il quadro della politica europea e cominciano le grandi spedizioni militari e le guerre europee per il controllo della penisola italiana e sono i re di Francia ad aprirsi la strada attraverso la valle di Susa. Sono oltre TRE I SECOLI FUNESTATI DA LUNGHI PERIODI DI GUERRE altemati a periodi di pace troppo brevi.

La valle di Susa diventa una terra di preminente valore strategico. Non mancano belle chiese barocche come quella di S. AMBROGIO, e purtroppo quasi nulla resta della fortezza di Susa, a più grande e poderosa fortezza delle Alpi nel 1700. NAPOLEONE in persona ne dispone la distruzione ma si preoccupa di viabilità e tra il 1803 ed il 1811 fa costruire attraverso il Moncenisio la prima delle grandi strade carrozzabili attraverso le Alpi.

Da terra strategica per motivi militari rapidamente la valle di Susa diventa terra strategica per le grandi infrastrutture: non molti decenni dopo, nel 1854 LA FERROVIA RAGGIUNGE SUSA.

Il progetto del traforo del Frejus prende dinamismo e la linea completa viene inaugurata nel 1871, non senza un parallelo, eroico tentativo di creare una linea che superasse il Moncenisio scavalcando la montagna, di cui restano interessanti opere. Lentamente e con molto ritardo rispetto alle altre zone del Piemonte, anche la valle comincia ad industrializzarsi, e solo negli ultimi due decenni del 1800 che si installano degli stabilimenti in grado di assorbire una rilevante mano d’opera, venendo a ricercare per i cotonifici una mano d’opera abbondante che era divenuta ormai scarsa nella periferia torinese.

Le guerre e le trasformazioni hanno cancellato molti gli esempi di archeologia industriale: restano i COTONIFICI DI BORGONE E DI CHIANOCCO, LE CASE OPERAIE DI BUTTIGLIERA, S.AMBROGIO E CONDOVE e soprattutto LA CENTRALE DI COLDIMOSSO DI SUSA, uno degli esempi più belli nel suo genere.

Il resto è storia recente: la crescita di infrastrutture e di progetti è andata spesso in senso opposto alla crescita economica e la saturazione di opere ha raggiunto i suoi punti massimi con il traforo autostradale e l’autostrada del Frejus. Ed ora, per conservare la bellezza della valle e la sua vocazione turistica si d fatta strada l’opinione che occorra tener conto dì quanto il territorio possa sopportare.

Documentazione utile

documenti_sezione

La sezione Utilità contiene una serie di informazioni utili, quali ad esempio gli estremi del conto corrente bancario del Condominio Borgo Fiorito, e documenti di interesse comune, quali il Regolamento condominiale, i verbali delle assemblee condominiali e altre comunicazioni.

I documenti presenti nella sezione Utilità sono protetti da password.
I Signori Condomini sono pregati di richiedere tale password all’amministratore.

Benvenuti alla famiglia Gentile

E’ entrata a far parte dei residenti del nostro Borgo Fiorito una nuova famiglia: è la famiglia Gentile.

A Pasquale, Patrizia e Valentina va il benvenuto da tutte le famiglie del Borgo.

Benvenuti alla famiglia Maccario

Si è trasferita da poco nel nostro Borgo la famiglia Maccario, composta da Marilena, Paolo ed il figlio Andrea.

Un caldo benvenuto alla nuova famiglia da parte dei residenti del Borgo Fiorito.

Associazioni

Nel nostro Comune sono presenti numerose forme associative con scopi di vario genere: culturali, sportivi, solidali, ecc.

Sul sito del Comune di Rosta è presente una intera pagina che elenca tutte le associazioni con tanto di indirizzo e persona di riferimento, oltre che numero telefonico.

Visto che gli abitanti del nostro Borgo Fiorito provengono tutti da altri comuni, può risultare utile sapere che esistono gruppi di persone con interessi comuni, a cui rivolgersi nel caso si condividessero gli stessi hobbies e/o passatempi.

Rosta: cenni storici, notizie e curiosità

Immagine a cura di Ugo Capella

Un nostro concittadino di nome Ugo Capella ha raccolta e catalogato informazioni storiche ed anche immagini sul nostro comune di Rosta.

Le notizie sono state catalogate come segue:

- cenni storici

- le origini

- la Parrocchia

- notizie e curiosità

- leggende e cronaca

e altro ancora.

Vi sono anche alcune fotografie di oltre cent’anni fa.

Il tutto è visibile qui.

Un benvenuto alla famiglia Fornasiero

Olga ed Ezio Fornasiero si sono trasferiti nel nostro Borgo Fiorito.

Un caloroso benvenuto da parte di tutti gli attuali residenti.

E’ nato Pietro!

La famiglia Mandrini è in festa per l’arrivo dell’ultimogenito: un bel maschietto di nome Pietro.

Tutti i residenti del Borgo Fiorito sono partecipi della loro gioia e porgono i migliori auguri al neonato ed alla famiglia tutta.

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